Implantologia

Gli impianti dentari sono delle viti in titanio che vengono posizionate nelle ossa mascellari e che fungono da sostegno per la corona che verrà posizionata successivamente. In pratica gli impianti sostituiscono le radici dei denti che sono stati estratti.
Come funzionano?
Contrariamente a quanto spesso viene detto gli impianti osteointegrati non sono soggetti a rigetto. Infatti il materiale da cui sono costituiti, il titanio viene riconosciuto dal nostro organismo come elemento naturale. Il principio biologico su cui si basa il successo degli impianti è la cosiddetta  osteointegrazione che consiste nella capacità dell’osso di guarire intorno al titanio, risultando in un intimo e perfetto contatto con quest’ultimo. Questa caratteristica rende gli impianti virtualmente immobili e capaci di sostituire denti
Come vengono inseriti?
Sono necessarie due fasi per l’utilizzo degli impianti. La prima è detta  fase chirurgica e consiste nella inserzione degli impianti stessi all’interno delle ossa mascellari. Dopo un periodo di guarigione che può variare da 3 a 6 mesi, avviene la osteointegrazione vera e propria. Una volta ottenuta l’osteointegrazione e guarita la gengiva intorno all’impianto, è possibile per il protesista prendere impronte e inserire la protesi indicata per quel tipo di paziente.
Alla fine della terapia attiva il paziente è però chiamato ad aderire alla terapia di mantenimento. Controlli periodici, durante i quali gli impianti verranno controllati e puliti, assicureranno il successo della terapia nel tempo prevenendo futuri problemi.
Quanto durano?
Studi di oltre 20 anni, effettuati in Svezia e negli Stati Uniti, hanno dimostrato che gli impianti sono una terapia di grande affidabilità avendo un successo compreso tra l’85 ed il 95%. Anche se in numero limitato, esistono però dei fallimenti. Il fallimento avviene in una piccola percentuale di casi che varia a seconda della sede anatomica e del paziente. I fallimenti degli impianti possono essere divisi in due grandi categorie: fallimenti chirurgici (precoci) e fallimenti tardivi. Le cause dei fallimenti chirurgici possono essere, una infezione precoce del sito implantare, la presenza di condizioni anatomiche sfavorevoli (scarsa qualità e quantità di osso), malattie sistemiche ( es.Diabete non controllato) e alcune abitudini del paziente come il fumo di sigaretta, il consumo di alcool o di droghe.
I fallimenti tardivi possono essere causati da sovraccarico occlusale (ovvero contatti traumatici fra le due arcate dentarie, bruxismo o serramento), sviluppo di infezioni croniche simili alla parodontopatia dette peri-implantiti, inadeguato mantenimento igienico da parte del paziente e condizioni anatomiche sfavorevoli come scarsa qualità delle ossa alveolari.
Sono un candidato per gli impianti?
Non tutti i pazienti possono essere candidati agli impianti. Le moderne tecniche chirurgiche di rigenerazione ossea hanno drasticamente ridotto il numero di coloro che non possono ricevere impianti osteointegrati. Fattori che rappresentano controindicazioni a questo trattamento sono malattie sistemiche come il diabete scompensato, malattie cardiovascolari importanti, malattie del sangue e della coagulazione, osteoporosi grave, fumo di sigaretta in forte quantità. Particolarmente il fumo di sigaretta da solo è in grado di raddoppiare il numero dei fallimenti. Inoltre pazienti con una scarsa predisposizione alla igiene orale domiciliare o poco motivati non possono essere considerati buoni candidati a questa forma di riabilitazione.
Per saper se si hanno i requisiti per poter ricevere impianti è necessario eseguire esami più sofisticati, come la TAC, per recepire informazioni sullo stato delle ossa mascellari. In generale pazienti totalmente edentuli o che abbiano perso uno o più elementi dentari e che siano in buone condizioni fisiche generali possono candidarsi ad una riabilitazione protesica con impianti osteointegrati.

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